E' morto Riccardo Siano, ha raccontato Napoli nel mondo con i suoi scatti

Riccardo Siano (foto dal suo profilo Facebook)

di Gigi Amati

Dopo una lunga malattia è scomparso a 61 anni il fotoreporter napoletano Riccardo Siano. Dagli inizi al Giornale di Napoli all’Ansa prima della lunga strada percorsa con Repubblica, Riccardo ha segnato e caratterizzato un’intera generazione di “giornalisti con la macchina fotografica”, nobilitando da fuoriclasse quel mestiere del racconto per immagini al quale il buon giornalismo è legato a filo stretto.
I primi passi professionali di Riccardo furono al Giornale di Napoli, il quotidiano fondato dal professor Orazio Mazzoni. In quella redazione in Vico Fiorentine a Chiaia lo portò il padre Mario, un altro storico maestro della fotografia giornalistica, e quell’esperienza in un gruppo di talenti emergenti regalò tanto a Riccardo che a sua volta, con la voglia, la passione, la sensibilità, la serietà contribuì alla riuscita di un esperimento di grande importanza nella storia del giornalismo napoletano. Dal Giornale di Napoli – dove poi approdò anche il fratello Sergio, altro giovane talento, Riccardo passò alla redazione cittadina dell’Ansa e poi de “La Repubblica”.
Le foto di Riccardo Siano hanno raccontato Napoli nelle sue mille e contraddittorie facce e sono state pubblicate su riviste nazionali e internazionali facendo il giro del mondo. Ma prima che un geniale professionista e un fuoriclasse dello scatto fotografico – fantastiche le sue foto di sport e di cronaca – Riccardo è stato una persona eccezionale, educata, misurata, affettuosa: un fratello per molti colleghi, un esempio per tutta la famiglia del giornalismo napoletano. Figlio d’arte e capace con un clic di esaltare il racconto dello sport, Riccardo è ricordato con ammirazione e commozione dal presidente nazionale Ussi, Gianfranco Coppola, dal gruppo “Felice Scandone” con Mario Zaccaria alla presidenza e tutto il Consiglio Direttivo.
Riccardo lascia la moglie Rosita e il figlio Mariano, i funerali oggi alle 18 nella chiesa San Ferdinando a piazza Trieste e Trento.
Certe notizie sono come raffiche di vento che scuotono la nostra routine e quasi ci piegano, eppure quello stesso vento ora ci sussurra voci e riporta a tanti di noi piccoli e grandi ricordi che rendono Riccardo sempre presente. Verrebbe da dire che la sua scomparsa ha reso la giornata di noi tutti una “camera oscura”, se proprio una “camera oscura” non fosse stata il suo primo e incontrastato regno. Buon viaggio, Ricky.