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Champions, il Napoli rimanda il passaggio agli ottavi. Giallo a fine partita: Ancelotti salta la conferenza stampa. La squadra si ribella, contesta il ritiro e i giocatori se ne vanno a casa

Il bubbone è scoppiato a fine partita: la squadra si è ribellata interrompendo di propria iniziativa e senza l’autorizzazione del club il ritiro punitivo scattato alcuni giorni fa. Sul campo non ce l’ha fatta il Napoli a chiudere i conti i anticipo, come sperava, chiedeva  e pronosticava Ancelotti che a fine partita sorprendentemente ha saltato la conferenza stampa di prammatica, come sempre nel programma dell’Uefa. Nessuna spiegazione del fofeit, ma c’è di più: dopo la doccia gli azzurri al completo anziché salire a bordo del pullman per rientrare a Castelvolturno per restare lì fino a sabato come deciso da De Laurentiis, hanno preso la strada per tornare a casa loro, dopo aver inutilmente chiesto alla società di interrompere  il ritiro. Un giallo, un gesto clamoroso che non ha precedenti  e che assume i contorni di un vero e proprio ammutinamento, una storia che era iniziata venerdì scorso con la decisione del presidente di mandare tutti in ritiro, un provvedimento apertamente non  condiviso dal timoniere e dalla squadra che tutto sommato  è piaciuta nella prestazione e nell’impegno, pur nei momenti di sofferenza che  non  sono mancati.  Sul terreno di gioco gli azzurri in realtà non sono andati oltre il pareggio contro i vivacissimi giovanotti austriaci del Salisburgo – scivolando al secondo posto (8 punti) nella classifica del girone E dietro al Liverpool (9 punti) che ha sconfitto il Genk, 2-1 – e dovranno prevedibilmente rimandare il passaggio agli ottavi della Champions, al 10 dicembre quando al San Paolo sbarcherà la squadra belga, sempreché non riescano a far fuori gli inglesi di Klops, il 27 novembre in Inghilterra. Va detto che il Napoli ce l’ha messa tutta ma anche stavolta come in altre circostanze principalmente per la mancanza di precisione sotto rete  e con un palo interno colpito da Callejon (13’) e una traversa di Insigne (73’) il team guidato da Ancelotti non è riuscito a chiudere la partita che per la verità si era messa male poco dopo il pronti via. Un’entrata sballata di Koulibaly – ancora fuori giri – su Hwang ha provocato il vantaggio del Salisburgo   con il penalty trasformato dal gigantesco Haaland, 11’. Il senegalese si è poi rifatto poco per volta più tardi crescendo in puntualità negli interventi e negli anticipi sugli avversari. Ma è stata una faticaccia, comunque, per gli azzurri che hanno cambiato pelle con Maksimovic in linea con Koulibaly e Mario Rui a sinistra (sostituito per infortunio da Luperto, 46’) con Fabian Ruiz a centrocampo accanto e più avanti di Zielinski e con Insigne infine sulla sinistra a servire palloni a Mertens e a Lozano ed a tentare spesso di persona la via della rete. Al gol, quello del pareggio, raggiunto nell’ultimo minuto del primo tempo, ci ha pensato Lozano – per la prima volta al bersaglio al San Paolo con un rasoterra a fil di palo, grazie ad un perfetto assist del capitano che seminava il vuoto intorno a sé. Non è stata una partita facile, certo, considerando che il Salisburgo (sconfitto in Austria nel match d’andata per 3-2) è sbarcato al San Paolo con un proposito ben chiaro, quello di far fuori gli azzurri e di creare i presupposti per approdare successivamente agli ottavi, ma il piano è naufragato, grazie all’impegno profuso dai giocatori di Ancelotti che qualcosa hanno dovuto concedere ma che non si sono mai risparmiati nel tentativo di risolvere la questione a Fuorigrotta. Anche Ancelotti nel suo ruolo ha tentato il tutto per tutto con Milik e Llorente entrati per Mertens e per Lozano. Necessariamente si dovrà rimandare l’operazione alla sfida con il Liverpool o al match con il Genk: il più è fatto ma c’è bisogno di fare un ulteriore passo in avanti per approdare agli ottavi di Champions. A sintetizzare la partita e gli sforzi degli azzurri ci ha pensato il capitano Insigne nell’immediato post-partita: “La palla non ne voleva sapere di entrare. Stiamo vivendo un periodo un po’ cosi’, però dobbiamo alzare la testa e dare continuità, non è possibile fare prima bene e poi male nella stessa partita. Aggiungo che bisogna sbagliare di meno. Dobbiamo diventare più cattivi sotto rete e fare qualche gol in più”. Affiora una considerazione, la scossa  l’ha provocata il ritiro imposto dal presidente De Laurentiis, o no?: “C’è stata una risposta dal gruppo. Tutti i meriti sono del mister che non ci mette pressione addosso. Adesso bisogna pensare e sperare al meglio anche per Ancelotti che ci sta aiutando moltissimo”. Già, Ancelotti. Andando via saltando la conferenza stampa di fine gara, ha dato modo di liberare l’immaginazione circa eventuali  contrasti con De Laurentiis. Ma c’è di più, ecco il giallo: dopo la partita i giocatori anziché rientrare in sede per continuare il ritiro, sono andati tutti a casa, di propria volontà dopo un’accesa discussione negli spogliatoi e dopo aver inutilmente chiesto alla società di interrompere il ritiro, un ammutinamento vero e proprio. Ancelotti si è invece recato a Castelvolturno con il suo staff e con lo staff medico. Dal club nemmeno una parola.