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E' costato più di Maradona, Lozano pronto a tutto: "Io nella storia del Napoli, sono qui per questo. Pronto per giocare contro la Juve se Ancelotti vuole"

Ecco Lozano, in punta di piedi e senza proclami, con toni misurati ma decisi, da bravo ragazzo messicano che sa quello che vuole, con moglie, figli piccoli, genitori, parenti e amici in sala stampa a Castelvolturno, nel giorno della sua presentazione. Hirving è il nuovo attaccante del Napoli, fortemente voluto da Ancelotti, fulminato dai suoi numeri nell’ultimo mondiale in Russia e che è perfino costato – 42 milioni di euro –  più di qualsiasi altro asso azzurro nel lungo percorso della squadra del cuore dal 1926 ad oggi, perfino più di Diego Armando Maradona che El Chucky non nominerà mai. Ripete invece continuamente e con semplicità che vuole vincere. Ma c’è un particolare che emerge e che rafforza questo suo principio, nel voler dare tutto per la squadra, per il club e per la città con i suoi tifosi, definiti “eccezionali” per il loro entusiasmo e per la loro passione, elementi che ha potuto rilevare nelle sue due prime giornate  napoletane, nemmeno completate: “Darò tutto per entrare nella storia del Napoli, voglio scrivere il mio nome nella storia del Napoli”, parole da brividi, da provocare la pelle d’oca. El Chuckj non se ne fa un problema per riferire all’esterno quello che si porta dentro e non si fa un problema del ruolo da occupare nel Napoli e dell’abbondanza di compagni nei ruoli dalla trequarti in su. E’ venuto per giocare “e tocca ad Ancelotti decidere dove e quando utilizzarmi. Sono disponibile in qualsiasi posizione scelta dal mister”. E’ alle stelle Lozano, alle sue spalle c’è il Psv, ma ora nella sua vita professionale e nella sua carriera esiste solo il Napoli. E’ felice e non lo nasconde: “Diversi motivi mi hanno spinto a venire qui: l’allenatore, la squadra, la città. Napoli è una grande squadra con grandi giocatori, quelli di oggi e quelli del passato. Questa esperienza mi farà crescere”, poche parole per descrivere le sue qualità: “Sono rapido, veloce e con buona tecnica. Ovviamente deciderà il mister in quale posizione. Io ho giocato dappertutto e darò sempre il cento per cento”. Un dato statistico: Hirving ha sempre segnato nella prima partita, non appena sbarcato in una sua nuova squadra. E domenica c’è la Juve: “Vero. E’ successo varie volte. Sarebbe bellissimo, certo. Però è bello vincere insieme con tutta la squadra. La Juve? Molti vorrebbero giocare questa partita. Sì, mi sento bene fisicamente e sono disponibile. La decisione di farmi giocare spetta comunque all’allenatore”, nessun problema di carattere tecnico o tattico, Hirving il Napoli lo conosce già: “Ho visto la partita di Firenze ed ho seguito i movimenti di Insigne, Mertens e Callejon che sono il frutto del lavoro di tutti i giorni. Non avrò problemi ad inserirmi. Ho giocato con grandi calciatori e credo di poter dare tutto in qualsiasi posizione”. Tutto ok con i nuovi compagni in azzurro: “Ho stretti rapporti con tutti”, al punto da ricevere “in dono” da Ounas la maglia col numero che preferisce, la 11, lasciata dall’esterno in prossimità della sua partenza in prestito: “La preferisco, è un numero che mi piace molto e che ho adottato da quando sono arrivato in Europa”, un’altra informazione riguarda il soprannome, El Chucky: “Da ragazzino ero un monello e i miei amici mi chiamarono così”. Già, il Chucky. Pensate un po’, è fiero ed orgoglioso del suo trasferimento, costato una montagna di soldi, mai nessuno più di lui nella storia del club: “Sono contento di questo”, ma ad averlo invogliato a sbarcare in azzurro sono stati due personaggi, De Laurentiis e Ancelotti: “Con il presidente ho parlato più volte della squadra e della città. E mi ha convinto. Non so quando è successo anche con Ancelotti, ma sono contento che sia successo”. Insomma il suo proposito è vincere con il Napoli, accompagnando il suo proposito con un altro sogno da realizzare, quello di raggiungere un mito, Hugo Sanchez, messicano della capitale dello stato dell’America Centrale, nel Real il suo grandissimo passato: “E’ uno dei calciatori più forti della storia del calcio. Devo lavorare a testa bassa per diventare come lui”, da due giorni lo sta già facendo con i nuovi compagni, avrà tutto il tempo per provarci nei suoi prossimi cinque anni, con il Napoli.