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Napoli a passo lento: a Torino pari senza gol. Insigne torna in campo. Nuova rivoluzione tecnico-tattica ma l'attacco non segna. Ancelotti resta ottimista: "Vogliamo lottare per lo scudetto". Contestazione sui social

Lozano (foto tratta dal profilo Facebook della SscNapoli)

Quel bel Napoli che mise in ginocchio al San Paolo i campioni del Liverpool e che fece fregare dalla paura tutta la serie A, beh sembra svanito lungo la strada, almeno per il momento. A Torino gli azzurri non sono riusciti ad andare oltre un pareggio insapore, malgrado un’altra mezza rivoluzione proposta da Ancelotti un po’ per ricomporre la difesa priva soprattutto di Koulibaly squalificato e senza Mario Rui, un po’ per dare più forza e capacità ad un attacco che non sa più segnare, sembra. Naturalmente i cambiamenti  hanno interessato principalmente l’assetto tattico (4-3-3 e 4-1-4-1) e gli uomini della prima linea, ma la sinfonia è rimasta la stessa, malgrado il nuovo “trio dei piccoletti” composto da Lozano finalmente a destra nel suo ruolo naturale per far posto a Insigne, da Mertens centrale e dal capitano, ritornato in squadra dopo il can-can ma uscito di scena nel corso del secondo tempo (67’) nell’ottica della ulteriorre trasformazione della prima linea resa più…pesante nelle intenzioni, con l’ingresso di Llorente centrale d’attacco, ma sempre senza sbocchi sensibili, neanche con Callejon al posto di Lozano, 61’. L’esterno spagnolo è fuori forma, forse stanco, e non è per niente riuscito a dare qualità al gioco lì davanti né ad aiutare sensibilmente i compagni, mentre Llorente è rimasto prigioniero nelle maglie della difesa avversaria, come era capitato a Mertens nella prima parte. A centrocampo hanno invece brillato Fabian Ruiz soprattutto nella prima parte ed Allan nell’intera partita, non pervenuto invece Zielinski che negli spostamenti voluti da Ancelotti è finito poi sulla fascia sinistra dove non ha combinato nulla di buono, così come Ghoulam che ha preso il posto di Hysaj (fuori al 33’ per frattura parcellare dello sterno) uscito per uno scontro di gioco con Ansaldi. Zielinski ha cercato di alimentare qualche contropiede, ma l’efficacia delle ripartenze si è spenta tra la trequarti e la linea arretrata del Toro. Toro che è rimasto di stucco e sulle gambe nella prima parte, quando il Napoli ha dominato la gara non riuscendo però a trasformare in gol la superiorità espressa. Sì, c’era forse un rigore su Ghoulam ma l’arbitro non l’ha pesata così. forse La squadra di Mazzarri ha avuto maggior slancio più tardi creando qualche problemino ma  la difesa ha comunque retto bene. Adesso il problema si è spostato più avanti, è nella prima linea che non sa andare in gol. Ancelotti però è comunque apparentemente contento così. Se il Napoli non ha fatto passi avanti, non li ha fatti nemmeno indietro e se la squadra del cuore per gli altri non ha identità ed è senza colori cioè disorientata, per lui si sbagliano un po’ tutti. E al di là di tutto, per don Carlo il Napoli resta sempre in lotta per lo scudetto. E lo ha riaffermato: “Non ci sono stati cali di tensione. Prima soffrivamo di più dietro ed eravamo più forti davanti. Ora le cose si sono invertite. Contro il Toro c’è mancata un po’ di pericolosità. Bisogna tornare ad essere efficaci. L’unico gol in quattro partite è arrivato contro il Cagliari”. Lozano? “Il suo è un percorso naturale come è accaduto a tutti. Giocando più largo è stato pericoloso ogni volta che ha avuto la palla. La squadra ci ha messo impegno, ci è mancata la qualità”. Contro il Toro un’occasione sprecata per allungare la classifica? “Noi vogliamo lottare per lo scudetto, ma la nostra classifica piange un po’, mancano i tre punti che dovevano essere nostri contro il Cagliari”, beh un po’ di problemini per la verità ci sono, eccome. Tanto è vero che il tecnico è finito nel mirino della contestazione sui social da parte della tifoseria azzurra. Ce l’hanno tutti con lui.