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Napoli, i segni della crisi: col Milan un pari senza sapore. Squadra senz'anima. Ancelotti triste e spento

Niente da fare, con la bufera ancora in corso il Napoli non riesce a risolvere sul campo quelle problematiche che finora hanno portato fuori strada la squadra azzurra. Ansie e incertezze. Insigne e compagni probabilmente hanno magari dato anche tantissimo a San Siro contro il Milan ma alla resa dei conti non c’è nessun passo avanti manifestato in un match deludente e senza sapore e che invece almeno nei pronostici doveva e poteva far registrare qualcosa di buono se non altro in una ricomposizione  dei rapporti con la società, seppur parzialmente. Così non è stato e non sarà. Dagli States da dove è di ritorno il presidente De Laurentiis arrivano segnali di guerra e l’aria che tira non fa bene a nessuno. D’altronde gli azzurri non sanno più vincere e da parecchio sono al disotto delle proprie potenzialità. A San Siro non sono andati al di là di un avaro sconfortante pareggio, pur se in vantaggio con Lozano, ma poi raggiunti da un guizzo di Bonaventura. La classifica d’altronde parla chiaro, i numeri non mentono: Napoli  a quota venti in classifica e al settimo posto, a quattro punti dalla zona Champions. Sì, la squadra di Ancelotti ha guadagnato un punticino sull’Atalanta, ma i dati restano allarmanti, giacchè  emergono indicazioni per niente confortanti. Innanzitutto ciò che colpisce di più è la mancanza di armonia nello spirito e nella pratica. La squadra non ha più il sorriso sulle labbra, un particolare che ti fa intendere con quale animo gli azzurri affrontavano qualsiasi avversario. Ora i giocatori appaiono privi di forza esplosiva e  di quella capacità di spedire al tappeto i nemici sul terreno di gioco. Non si parla più di male oscuro, la squadra è scollata ed è tutto sotto gli occhi di tutti. E’ da troppo tempo che si va avanti con i malumori dentro, ora aggravati dall’ammutinamento, dalle minacce, dalle multe e dalle procedure legali. Sono tutti avvenimenti e situazioni che lasciano il segno ad ogni livello. Sconvolti i tifosi. C’è da chiedersi,  ma che calcio è? Spento, smarrito e triste dentro appare anche e soprattutto Ancelotti che ancora una volta – vuoi per indisponibilità di alcuni azzurri o per scelta tecnica – ha nuovamente cambiato musica e suonatori, ma non poteva fare di meglio. Si è rivisto un buon Allan, un Insigne un tantino migliore, Zielinski più deciso e utile, Lozano più mobile e in gol in un ruolo non suo, ma niente di più sotto il profilo del gioco e di quella forza schiacciante che ora in prima linea non c’è più. Ci vuole una scintilla per accendere una reazione,  De Laurentiis però ha fatto sapere che non farà nessun passo indietro né assumerà iniziative concilianti. Procederà come una schiacciasassi, sembra. Insomma tutti contro tutti. E mercoledì c’è il Liverpool. Così da Anfield non se ne esce vivi.