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RinghiaNapoli che va in finale di Coppa Italia dove mercoledì all'Olimpico trova la Juve. Al San Paolo in vantaggio l'Inter per uno svarione in difesa ma Gattuso carica gli azzurri a rete con Mertens (1-1) che entra nella storia con il gol numero 122

Si va in finale di Coppa Italia in un definitivo faccia a faccia contro la Juve con gli occhi pieni di gioia e il cuore carico di speranza. Ci pensa Mertens a scaraventare gli azzurri mercoledì all’Olimpico contro Madama, facendo fuori l’Inter di Conte che per 45’ si è inutilmente sbracciato a bordo campo in un San Paolo deserto nel caricare la Beneamata che ha fatto ogni sforzo possibile per capovolgere l’uno a zero dell’andata a San Siro. Ciro però ha distrutto le cattive intenzioni degli interisti tra l’altro entrando nella storia con il gol numero 122 in maglia azzurra, staccando Marek Hamsik di una rete. A dire il vero la partita si era compromessa in una falsa pericolosa partenza, per uno svarione lì dietro quando su angolo di Eriksen la palla è schizzata nella porta di Ospina (1-0) tra la sorpresa di tutti, azzurri e nerazzurri, un pasticciaccio che il portiere colombiano si è fatto perdonare più tardi quando con un lancio calibrato e perfetto ha messo in moto Insigne il quale dopo una lunga strepitosa corsa ha tagliato il pallone per Mertens al centro: tocco e gol (41’) che annullava il maggiore dominio e la maggiore pressione nel gioco da parte della squadra di Conte che qualche occasione per andare al raddoppio l’ha avuta pure. Ma c’è da sottolineare anche il partitone di Maksimovic e di Koulibaly su Lautaro e su Lukaku, mai però in condizioni di mandare a monte il piano di Gattuso. Sempre attento e sempre pronto a spingere la squadra operando dall’esterno Ringhio, che ha più volte ricomposto la squadra nella compattezza e nello schieramento ma anche nella carica che ha saputo trasmettere a Insigne ed a tutti i suoi compagni, colmando poco per volta la maggiore superiorità espressa dagli uomini di Conte nelle zone centrali e soprattutto sulla fascia destra interista dove Candreva, contrastato da Hysaj di problemi ne ha creati diversi. Basso e comprensibile comunque il ritmo del match, visto che le due squadre sono tornate in campo dopo quasi tre mesi, al Napoli però vanno riconosciute le accelerate che hanno tolto parecchio il fiato all’Inter. Gattuso c’ha saputo fare anche nelle scelte e nelle sostituzioni, tenendo fuori inizialmente Fabian Ruiz, Allan, Milik, Callejon e Younes entrati rispettivamente per Elmas, Zielinski, Mertens, Politano e Insigne: il loro contributo ha alimentato le resistenze e rinnovato le ripartenze nel disperato finale dei nerazzurri, stoppando definitivamente ogni ulteriori capacità dell’Inter di Conte che anche lui ha sfruttato tutte le sostituzioni, ma senza nessuna conseguenza: alla finale di Coppa Italia approda il Napoli meritatamente ed a cui sta già dedicando i suoi pensieri Gattuso. Ecco come immagina la battaglia di mercoledì: “Affronteremo una squadra abituata a vincere ma ce la possiamo giocare. La Juve è una grande protagonista in Europa e in Italia. Noi però ci proveremo Siamo una squadra con tantissima qualità. Sappiamo soffrire. Abbiamo preso un gol da polli ma l’errore non è di Ospina, bensì per uno svarione della prima linea di difesa. Voglio intanto ringraziare tutti quelli che sono stati vicini alla mia famiglia, tutto il mondo. E’ stata dura e ringrazio in particolare i miei giocatori”. Da capitan Insigne la qualificazione viene dedicata al tecnico azzurro, provatissimo per la perdita della sua carissima sorella: “Gattuso è un grande allenatore, ma soprattutto un grande uomo. Siamo con lui. Napoli-Juve ha sempre un grande fascino, è una partita speciale. Dobbiamo dare qualcosa di più, ce la faremo”, e vai.