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Champions, Mertens (doppietta) e Insigne (gol del 3-2) spalancano la porta degli ottavi. Sconfitto il Salisburgo grazie ai due "piccoletti". Ciro supera Maradona con il gol n.116

Foto tratta dalla pagina Facebook della SscNapoli

Che soddisfazione. Un sospiro di sollievo a pieni polmoni e  il cuore ancora in tumulto: due piccoletti terribili – Ciro Dries Mertens e Lorenzinho Insigne spianano la strada al Napoli verso gli ottavi di finale della Champions, conservando il primo posto nel girone E di qualificazione. Una vera e propria impresa, tenuto conto che da tre anni d’altronde il Napoli nelle coppe europee non riusciva a vincere in trasferta. Un’impresa che sotto il profilo dei gol si è realizzata grazie a Ciro il Grande autore una straordinaria doppietta che gli ha dato modo di raggiungere e superare con 116 reti nientepopodimeno che  Diego Armando Maradona (115 gol a Napoli). Sì, un’impresa voluta con il cuore e che si è realizzata nel finale grazie al capitano Insigne autore dell’ultima rete, quella che ha consentito al Napoli (3-2) di mettersi in tasca tre punti importantissimi in una partita dal sapore di un autentico spareggio.  Tuttociò al termine di una furibonda battaglia affrontata e vinta dalla squadra del cuore in piena emergenza, priva dei due mancini  di difesa – Ghoulam e Mario Rui – sulla fascia sinistra e di Manolas che all’ultimo momento ha dovuto dare forfait per un problema accusato nella partita con il Verona. Un successo, quello azzurro, che sgombra anche il campo dalle tenebrose e velenose polemiche che hanno da troppo tempo turbato il mondo Napoli: c’è da sottolineare in particolare che Lorenzo Insigne escluso dalla formazione iniziale è andato disciplinatamente in panchina e che poi dalla panchina – chiamato da Ancelotti – si è precipitato in campo segnando l’ultimo gol, il terzo della serie azzurra, nella serata di Salisburgo. Già, il Salisburgo, che avversario, una squadra aggressiva e pressante dall’inizio alla fine e che di pericoli ad una difesa messa insieme con Malcuit a dx, Koulibaly e Luperto centrali e con Di Lorenzo a sinistra, ne ha creati e non pochi. Il Napoli aveva impaurito un po’ il Salisburgo per una ventina di minuti con possesso palla e un po’ di movimento lì davanti con Lozano e Mertens, i due attaccanti scelti inizialmente da Ancelotti. Lozano, poi, è scomparso dalla scena col passar del tempo, mentre Mertens (17’) aveva portato in vantaggio il Napoli con una botta incredibile (assist di Callejon), tale da far piegare le mani al portiere Stankovic, poi uscito per infortunio. Ma c’è un altro eroe della serata austriaca, il portiere Meret, autore di parate straordinarie, il quale tuttavia nulla ha potuto sul rigore di Haaland (1-1) provocato da un intervento sballato di Malcuit su Hwang. Tutto il Napoli, tuttavia, non era più quello di prima sotto la spinta possente e l’aggressività del Salisburgo. Soltanto Allan resisteva all’urto avversario mentre calavano Fabian Ruiz e Zielinski. Improvviso, inaspettato e fulminante il secondo gol di Mertens che riportava gli azzurri in vantaggio. Lì dietro davanti a Meret la squadra però ha continuato a ballare a tratti, Koulibaly papabile al Pallone d’Oro non saltava e Haaland (2-2) metteva il pallone alle spalle di Meret, un guaio. Ancelotti serrava le mascelle masticando e imprecando, ma anche ragionando: Ruiz non più centrale ma sulla fascia sinistra e Zielinski al posto lasciato dallo spostamento dello spagnolo. Ma la vera mossa vincente operata dall’allenatore si è rivelata l’ingresso di Insigne, entrato per il deludente Lozano. Era quello che ci voleva: ecco il miracolo di Lorenzinho, cross di Mertens – ancora in campo – e gran gol di Insigne (74’) che fa la festa al Salisburgo. L’abbraccio finale con Ancelotti e quello a valanga con tutti i compagni, la scena più bella. Il mister ha poi raccontato un particolare importante: “Avevo fatto un discorsetto a Insigne: non so quando giocherai, ma tu sarai determinante in questa partita, e l’ha determinata”. Strada spianata per la Champions?: “No, serata magnifica ma piedi per terra”. Al fischio finale la corsa di Insigne per stringersi in un abbraccio con Ancelotti: “Ero sereno in panchina, ho avuto degli screzi con il mister ma è acqua passata, lo stimo tantissimo e gli ho chiesto scusa per qualche mio atteggiamento, mi ha sempre dato fiducia. E ora testa alla Spal”, e vai!