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Napoli "ritrova" il Napoli. Ancelotti strafelice e puntiglioso: "Abbiamo giocatori per più ruoli, la nostra identità è chiara". Poi scherza: "Ibrahimovic in azzurro? Gli telefono e vi faccio sapere..."

Carlo Ancelotti coach of Napoli during the italian serie a soccer match. Foto Ciro De Luca

Due a zero,  con tanti applausi al Napoli e ad Arkadius Milik il bomber che con una doppietta risolve i suoi problemi personali con il gol, quelli della squadra del cuore che non riusciva più a vincere e perché no anche quelli di Ancelotti, discusso dall’esplosione selvaggia, finanche esagerata e incontrollata delle critiche dopo i pareggi in Champions col Genk e dopo il pari – sempre senza gol – di Torino con la squadra di Mazzarri. Un grande e grosso sospiro di sollievo, insomma, che fa bene un po’ a tutti, in un ambiente arroventato come quello napoletano e che dopo questa inconfutabile preziosissima vittoria ritrova un po’ di serenità e può finalmente rilassarsi, così pure per la squadra del cuore.  Il Napoli, al di là di ogni altra considerazione, è comunque complessivamente migliorato ed ha  strameritato i tre punti, se non altro per l’impegno e la convinzione che gli azzurri hanno profuso a piene mani. Magari non si è visto un gran bel gioco – ed è vero – però hanno tenuto sino alla fine battagliando in lungo e in largo proprio con una squadra – il Verona – che fa nel combattimento totale ed a tutto campo la sua arma migliore, con una difesa di ferro con soli cinque gol al passivo, prima di incrociare gli azzurri. Il passo avanti di ieri al San Paolo lungo il cammino di questa stagione è sicuramente il miglior viatico per arrivare alla partita di Champions di mercoledì con il pericolosissimo Salisburgo.  Gli azzurri si presenteranno a questa sfida rinvigoriti e con il sorriso sulle labbra, il sorriso di Milik, quello di Lorenzo Insigne che ha ricevuto gli applausi dei tifosi e pure quello di Carlo Ancelotti  che dopo la vittoria sul Verona si è liberato dai tormenti da cui era afflitto pure e soprattutto lui in prima persona. Il segreto di questo importante risultato non è contenuto comunque soltanto nelle due zampate – entrambe di sinistro – dell’attaccante polacco che finalmente ha trovato la strada del gol, ma anche per la “tripletta” di incredibili parate di Meret nel giro di meno di tre secondi, su di un rapidissimo bombardamento del Verona. E bisogna dire pure che Ancelotti ha cambiato di nuovo la formazione, stavolta badando non soltanto alla solidità difensiva ritrovando Koulibaly dopo la squalifica, ma rendendo il settore arretrato ancora più tosto con Di Lorenzo spostato a sinistra e Malcuit basso e alto sulla destra. Don Carlo – si diceva – una smossa l’ha data in particolare alla prima linea portando Younes nel ruolo di Insigne spostato in posizione centrale alle spalle di Milik su tutto il fronte dell’attacco. E Insigne se l’è cavata bene, meritandosi consensi e applausi per l’impegno e gli assist. A centrocampo il solito insostituibile Allan con Callejon sulla destra e Fabian Ruiz accanto a sinistra. Più tardi sono entrati anche Zieliski (per Younes, 65’), Mertens (78’ per Insigne) e Llorente (81’) per il ritrovato goleador Milik. Ancelotti a fine partita ha naturalmente espresso la sua soddisfazione per come sono andate le cose, sottolineando però anche quello che non gli è piaciuto molto, ma il suo bilancio nel complesso è estremamente positivo anche in proiezione della Champions di mercoledì a Salisburgo: “Il risultato è servito a ripulire dalle scorie l’ambiente. Si è trattato di una vittoria importante conquistata contro una squadra  molto fisica. Non abbiamo giocato un calcio di grandissima qualità nella prima parte ma nel secondo tempo la gestione complessiva è stata sicuramente migliore. Milik? Sta ritrovando fiducia. Il gol che ha segnato nella sua nazionale è stata la chiave della sua svolta personale”. Le rotazioni continueranno e il tecnico ne spiega le ragioni: “Abbiamo calciatori che possono coprire diverse posizioni in campo. Dipende tutto dall’interpretazione che vogliamo dare alla gara, l’identità della squadra  non è in discussione, è abbastanza chiara”. Chiaro pure il rapporto con Insigne: “La sua serenità è importante per tutto il Napoli”, insomma a Salisburgo si va con la carica giusta: “Le due partite decideranno la nostra qualificazione. In queste due gare devono prevalere la nostra esperienza e la nostra forza caratteriale”, arriva anche una battuta scherzosa a proposito di Ibrahimovic: il gigantone  svedese verrebbe con piacere in azzurro. Scherzava?, lo fa anche Ancelotti: “Gli telefono in serata, siamo qui ad aspettarlo. Lo seguo sempre con affetto. Domani – dopo averlo chiamato – vi dirò tutto…”, sarà vero o no?