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Champions, Napoli che peccato! In vantaggio con Mertens gli azzurri si fanno raggiungere e sprecano altre tre occasioni da gol. Gattuso rilancia la sfida:

Una beffa, la sfida con quella che è stata la squadra più forte del mondo – e che forse ancora lo è – il Napoli voleva vincerla e poteva anche vincerla per almeno altre tre grandi occasioni create non sfruttate nel secondo tempo per chiudere il conto, raddoppiando la rete di Mertens alla mezzora che aveva trafitto il Barcellona, a sua volta a segno con Griezmann più tardi (57’). E gli azzurri i tre punti li avrebbero davvero meritati per l’impegno generosamente profuso e per l’intelligente strategia tecnico-tattica preparata da Gattuso e adottata e svolta con due linee da quattro, con Ciro Mertens un tantino più avanti che ha sfruttato a puntino un’azione offensiva avviata da Zielinski poderoso e perentorio, raggiungendo il bomber storico Hamsik a quota 121 gol. Schierato così, il Napoli è apparso inviolabile malgrado il maggiore e continuo possesso palla operato dai catalani, il vecchio noioso e improduttivo tiki-taka. Tra l’altro c’è da dire che Messi è rimasto imbrigliato nell’ultima linea azzurra, con un unico lampo quello di mettere in mezzo all’area napoletana la palla del pareggio del Barcellona, assist scaturito da un’azione confusa avviata da un fallo su Insigne non rilevato dall’arbitro e da una conseguente sbagliata interpretazione da parte di Mario Rui. Nonostante il colpo incassato, il Napoli non si è affatto fermato, si è spinto maggiormente in avanti ed ha continuato a giocare producendo (dopo l’uscita di Mertens infortunato ad una caviglia e sostituito da Milik) tre nuove occasioni da gol, quella importante e da non fallire è capitata a Callejon che solo, davanti a Ter Stegen, si è fatto respingere il pallone coi piedi dal portiere tedesco, peccato. Più tardi è toccato anche a Politano (entrato per Callejon) ritrovarsi lì davanti per risolvere la situazione, ma senza nessuno effetto concreto. La Torcida ha comunque apprezzato e premiato la prestazione degli azzurri con cori e applausi a fine partita. Ma la cosa non è finita qui. Il capitano Insigne ritiene difatti apertissima la sfida Champions con i catalani che si risolverà nel match di ritorno degli ottavi di finale in programma a Barcellona il 18 marzo. “Il risultato ha ammesso Insigne – lascia un po’ di amaro in bocca. Ce la siamo giocata a tratti. Abbiamo fatto una partita di grande sacrificio, ci tenevamo a vincerla. E’stata comunque un’emozione bella e forte. C’è comunque la partita di ritorno. Ci tocca andare lì e rischiare un po’ di più, sono fiducioso”. C’è da dire che il pareggio il Barcellona l’ha ottenuto con l’unico tiro a rete fatto nell’intera partita e che non ha minato il morale della truppa azzurra e di Gattuso che già ringhia pensando alla seconda partita al Camp Nou: “Nulla è perduto, andremo lì per giocarcela. Avremo tutto il tempo per preparare questa partita”, in realtà Gattuso il match al San Paolo l’aveva studiato ben bene, rischiando niente o quasi contro un Barcellona noioso e che nonostante un maggiore possesso palla lasciato dal Napoli agli avversari, i blù-grana non sono apparsi né belli e nemmeno irresistibili, tra la linea della trequarti e le loro presenze al limite e nell’area di rigore del Napoli. Che ne pensa Gattuso? “Penso che ci hanno fatto il solletico, non ci hanno mai tirato in porta…”.