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Rabbia Napoli, nel finale arroventato negato negato un rigore su Llorente e l'Atalanta pareggia, 2-2. Sotto accusa l'arbitro Giacomelli e il Var Banti. Furibondo De Laurentiis:

Un patatrack. Intorno alla fine della partita lo combina l’arbitro Giacomelli che sorvola sul fallo netto da rigore di Kjaer pesantemente in tuffo su Llorente senza badare alla palla e sulla ripartenza dell’Atalanta ecco il gol di Ilicic (86’) che consente alla sua squadra di riequilibrare (2-2) un match  che tutto sommato il Napoli aveva meritatamente tra le mani, grazie ai gol di Maksimovic (16’) e di Milik (71’), accorciato da una zampata di Freuler (41’).  Il penalty mancato e il gol del nuovo pareggio di Ilicic hanno scatenato l’inferno. Una baraonda di proteste che    Giacomelli in attesa del giudizio del Var  al quale era ricorso tardivamente ha pensato di domare col cartellino. Negativo il giudizio del Var “non è rigore” e di conseguenza ecco Giacomelli operativo: prima il rosso  per il diesse Giuntoli e poi addirittura per Carlo Ancelotti al quale l’arbitro triestino aveva addirittura chiesto aiuto per calmare la turbolenza azzurra. La frittata era ormai fatta. E la cronaca della partita con tutti i cambi in formazione fatti da Ancelotti sono passati in secondo piano, insieme con valutazioni più che lusinghiere verso la squadra azzurra.    Un diavolo per capello logicamente per il presidente De Laurentiis che ha reso ancora più  tumultuoso l’immediato dopopartita con la sua pesantissima denuncia nei confronti del mondo arbitrale e soprattutto verso il capo degli arbitri Nicchi e del designatore Rizzoli. Il patron gliene ha dette di tutti i colori, con la furia che aveva addosso ai microfoni di Sky. Nel bersaglio del patron lo stato maggiore degli arbitri: “Il problema non è perché dite che il rigore non c’è. Io non credo che Rizzoli e Nicchi svolgano al meglio il loro lavoro. Come tutti i presidenti il sottoscritto finanzia il calcio. Provvediamo all’esistenza del calcio, degli arbitri, della serie B, C e di tutto lo sport. Abbiamo il diritto di essere ascoltati Gli ottanta milioni di tifosi napoletani sono stanchi della loro prosopopea e prepotenza. Bisogna avere umiltà e devono capire le cose”. Il patron aumenta la dose: “A velocità normale è rigore tutta la vita. Rivedete l’azione. Si può accettare di tutto ma questa intoccabilità di Nicchi e Rizzoli dà estremamente fastidio. Senza di noi farebbero la fame. E poi questa cafonata di buttare fuori un signore come Ancelotti. Se fossi in lui me ne andrei dall’Italia. Siamo stanchi di essere sostenitori involontari della classe arbitrale. Non possiamo permettere che le squadre abbiano centinaia di milioni di debiti di euro per avere questi signori in campo ad arbitrare.  Non ne possiamo più. Stanno avvelenando il gioco più bello del mondo. Chiedo chiarezza, rispetto. Non voglio che tutto si dimentichi in un nulla. Nicchi e Rizzoli devono mettere la faccia. Senza di noi  andrebbero a pelare le patate”. Ancelotti non è da meno: “E’ triste. L’episodio era piuttosto semplice. E’ stato preso un abbaglio: ha arbitrato Banti (al Var, ndr)  e non Giacomelli. Sono preoccupato per la mia squadra e per la mia società. L’arbitro al Var ha fatto finta di non vedere. L’espulsione? L’arbitro mi ha detto dammi una mano, gli ho chiesto se gli fosse venuto almeno un dubbio e mi ha espulso. Non arbitra più l’arbitro.  Ero un fautore del Var, l’arbitro al Var ha fatto finta di non vedere. Ci dicano cos’è. Si devono svegliare, sono preoccupato per la mia squadra e la mia società”. Ancelotti parla del Napoli: “Meritavamo di vincere, senza discussioni. Due punti in classifica ci avrebbero aiutato a rialzarci. La squadra ha giocato con piglio e intensità. Sono arrabbiato e resterò arrabbiato per parecchio tempo”. Dal tecnico gli elogi alla squadra azzurra: “Hanno giocato con piglio e intensità”, ed è vero. L’atalanta va via da Fuorigrotta felice e contenta, naturalmente.  In conclusione se ne parlerà ancora di quello che hanno combinato al San Paolo Giacomelli e Banti che hanno rovinato la festa anche ad Hamsik tornato al San Paolo per raccogliere il saluto dei suoi antichi fans, ma nell’insieme non cambierà proprio niente, siatene certi. Scommettiamo?