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Scudetto, c'è anche il Napoli. Distrutta l'Atalanta. Scatenato l'attacco azzurro, quattro reti tutte nel primo tempo: doppietta di Lozano, poi Politano, primo gol di Osimhen che apre i varchi.

Dovranno ammetterlo, c’è anche il Napoli lassù tra i club che si battono per lo scudetto. La squadra di Gattuso si è proposta con una super-prestazione che ha messo spalle a terra l’Atalanta in quattro e quattr’otto. La Dea  è  rimasta spaventata dal furore agonistico, dall’aggressività, dal bel gioco, dalla cattiveria e dalla velocità degli azzurri che hanno sistemato la pratica nel giro dei primi quarantacinque minuti chiusi con un sacrosanto 4-0, grazie ad una doppietta di Lozano, con Politano in gol e  con il primo bersaglio centrato da Osimhen nel campionato italiano. E’ insomma bastato un tempo al Napoli per esprimersi ai massimi livelli contro la squadra più osannata da due anni a questa parte. Ma per l’Atalanta c’è stata ben poco da fare, i nerazzurri sono letteralmente crollati, travolti dalla furia dei giocatori di Gattuso che non hanno lasciato niente agli avversari, se non una sola possibilità che hanno avuto nella seconda parte, accorciando di poco le distanze con il gol dell’onore firmato da Lammers, per il 4-1. In definitiva servito il piatto anche per chi non era affatto convinto della strategia super-offensiva scelta da Gattuso, il 4-2-3-1: lì in mezzo se la sono cavata alla grande Fabio Ruiz, delizioso nelle sue giocate, assistito al meglio da Babayoko, al suo debutto in azzurro. E’ chiaro che i due centrocampisti hanno goduto del supporto dell’intera squadra e dei ritorni di Politano, di Mertens e di tutti gli altri azzurri che hanno sempre assistito ogni compagno impegnato nella conquista o difesa della palla. In realtà la differenza in partenza con l’avversaria si è immediatamente manifestata e si è manifestata anche la diversità nel gioco offensivo dei giocatori di Gattuso e in particolare negli affondo, nelle velocissime manovre in  gran parte in contropiede e nelle conclusioni: se ne sono contate addirittura una quindicina nel primo tempo.  Merito in particolare di Osimhen che va a cento all’ora, apre i varchi e determina le finalizzazioni dei compagni.   La linea di difesa dell’Atalanta ne è rimasta del tutto sconvolta ed a mandare fuori di testa il sistema arretrato della squadra di Gasperini il merito va anche a Lozano, incontenibile su tutto il fronte, un attaccante perfettamente integrato e del tutto all’opposto del giocatore svagato e disorientato della scorsa stagione. Napoli però anche bello a vedersi in quelle ripartenze  veloci e in profondità che hanno fatto a pezzi l’ultima linea della Dea. Napoli che tra l’altro non ha manifestato alcun contraccolpo negativo della recente sentenza del giudice sportivo, visto che ha stravinto e come ha sottolineato lo stesso Gattuso nel dopopartita. “Non ho parlato prima a causa del covid. Sono quello più incazzato di tutti. A Torino volevamo andare, abbiamo fatto di tutto per partire. Dovevamo affrontare una squadra nuova, modulo nuovo, tecnico nuovo. La Juventus è la squadra da battere ma in questo momento è un cantiere aperto. C’era la consapevolezza di poter far bene. Avevamo preparato la partita come quella con l’Atalanta. Sono arrabbiato con chi non ci ha fatto partire. Non è vero che non volevamo giocare. Mal che vada avremmo perso 3 a 0 ma sul campo piuttosto che a tavolino”, soddisfazione per la vittoria sull’Atalanta: “Una squadra forte, una big,  è rimasta in piedi, in partita, anche se è vero che nella ripresa abbiamo abbassato i ritmi. L’Atalanta è una di quelle che può vincere il campionato, un’altra squadra poteva prenderne sette-otto, invece è rimasta lì ed ha evitato un’imbarcata”. Con Osimhen una marcia in più: “Ci ha aiutato molto. Ho visto tanta determinazione. La partita l’avevamo preparata in questo modo.  Ho visto grande mentalità, tanta determinazione”, avanti così.